domenica 8 dicembre 2013

Atmosfera natalizia

Dopo l'ennesima notte resa irrequieta dai soliti, surreali incubi, questa domenica mi sono svegliata serena come ogni mattina, quando volgo lo sguardo alla mia destra e vedo il uomo dormire al mio fianco, ma stavolta c'era qualcosa di più: dalla finestra ho visto i tetti innevati dei palazzi di fronte e ho sorriso.
Si è fatta aspettare, ma alla fine la neve è arrivata placando col suo velo bianco i nostri animi inquieti. Così per un po' abbandono i pensieri che aggrovigliano le mia interiora e guardo fuori dalla finestra. Nevica dolcemente in questa meravigliosa Berlino già addobbata a festa.
Faccio colazione ed ho voglia di qualcosa di isolito per me: un'arancia. Nonostante le mie origini, non ne mangio mai. Ma stamani anche questo "fa Natale" e mi rassereno.
Quindi continuo questa tipica giornata invernale ascoltando la mia radio preferita, sorseggiando tè alla vaniglia davanti al nostro primo albero di Natale (del quale non potrei essere più orgogliosa), studiando un po' di tedesco e cimentandomi nella preparzione delle scorzette d'arancia candite.




venerdì 9 agosto 2013

Di ritorno dalle vacanze.

Vacanze lunghe che ci hanno portato in tanti luoghi. Mare, montagne, laghi. Posti nuovi e posti familiari. Posti che chiamo casa anche se non lo sono più del tutto o non lo sono ancora. 
Ma stasera sono tornata nella mia attuale dimora, quelle quattro mura in quella che è la mia nuova città e che stanotte mi fa esclamare: quanto mi sei mancata, Berlino! 

martedì 6 agosto 2013

Un anno fa

Proprio un anno fa festeggiavamo tutti insieme i 18 anni di M. Ti sei vestita per bene, ti sei truccata, ti ho dato il mio braccio e a passi lenti ti ho accompagnata lungo il viale che portava al ristorante.
Solo un anno fa ti ho vista ridere di cuore per una delle ultime volte. Che fortuna averti fotografata in quell'istante in cui stringevi forte e baciavi il più piccolo dei tuoi figli.

Solo un mese dopo ti sei aggravata e lentamente e dolorosamente ti sei spenta, già tre mesi fa.

Non passa giorno senza pensarti, senza sentire la tua mancanza, senza sentirmi in colpa, senza sentirmi soffocare pensando che nulla potrà portarti indietro.

Ancora, di nuovo buonanotte nonna.

domenica 5 maggio 2013

Cara nonna,



te ne sei andata senza aspettarmi, eppure mancava così poco. Solo 48 ore e ti avrei abbracciata di nuovo. Mi avevi promesso che non mi avresti fatto preoccupare, che al mio ritorno ti avrei ritrovata.
So che è inutile, ma continuo a chiedermi perché. E so anche che hai finalmente smesso di soffrire, ma non mi capacito del fatto che anche stavolta non ho potuto dire addio a un mio caro. E poi a te, la mia pupa, la luce dei miei occhi, la mia seconda madre. Ho temuto tutta la vita questo momento, fin da ragazzina,quando abbiamo scoperto la tua malattia, ero terrorizzata all'idea che un giorno ti avrei persa. Eppure hai resistito tanti e tanti anni,sopportando il dolore e le rinunce. E oggi che quel giorno è arrivato sono ancora incredula, immagino te, piccolina, smilza, nell'ormai enorme tailleur blu che mamma e zio ti hanno messo su, con quella tua bella camicia beige col colletto ricamato e circondata dai tanti amici e parenti che ti volevano bene. Papà dice che nonostante le atroci sofferenze di stanotte il tuo volto è sereno. Quanto hai sofferto, pupidda mia, adesso riposi serena, ma lasci un vuoto incolmabile nella nostra famiglia. Sei stata sempre il mio pensiero felice e ogni volta che ti vedevo il mio e il tuo viso si illuminavano. Mi stringevi forte le mani e le baciavi, e sorridevi quando ti chiamavo pupa bedda. Inutile lasciarsi andare adesso a tutti i ricordi che ho di te, sarebbero troppi. Posso solo ringraziarti per esserci sempre stata, per avermi cresciuta e insegnato tutto quello che una donna di casa dovrebbe sapere. La mia cucina e le mia abitudini sono il frutto di tanti anni passati giorno per giorno al tuo fianco. Solo a cucire e lavorare a maglia non ho imparato, ma conservo stretti i ricordi di te che lo facevi. Mi rammarico per tutte le volte che io non ci sono stata. Da adulta pensavo ad altro invece di prendermi cura di te e solo negli ultimi anni ho riflettuto e capito quanto ne hai sofferto e ho cercato di rimediare. So di averti regalato anche della tenerezza spero che ovunque sarai guarderai a me con un sorriso. Ciao nonnina amata, veglia su di noi. Sulla mamma, che dovrà riorganizzare la sua vita senza di te che eri il suo unico pensiero, la figlia che ogni madre vorrebbe avere. E sul nonno, disperato adesso che non ci sei. Consolalo come puoi, sarà fragilissimo adesso. Io ti porterò sempre dentro di me, una parte importante, indelebile e piena di ricordi splendidi.

mercoledì 24 aprile 2013

Cambiamenti

Mi sono finalmente decisa ad abbandonare (magari solo temporaneamente) il mio primo e amato blog per tornare su Blogger, che spero mi dia molti meno problemi della vecchia piattaforma.
Cosa ho da dire? Nulla di interessante, credo.
Solo, alle volte, sento il bisogno di liberare quei quattro pensieri in croce che rimbombano nel vuoto della mia scatola cranica.
Come adesso, reduce da una notte pressoché insonne e agitata, continuo a ripensare alle mie amicizie e alla parola "insieme". Vivo lontana dal luogo che mi ha visto crescere e ieri sera ho avuto un attacco di ansia ripensando alle persone care con le quali ho condiviso momenti indimenticabili e che adesso non fanno più parte del mio quotidiano. Mi sono chiesta se ho lasciato un buon ricordo del tempo trascorso insieme oppure il mio essere un po' orso e un po' sfuggente mi ha fatto dimenticare in fretta; se ogni tanto mi pensano almeno un po', magari sorridendo.
Ho conosciuto altra gente, ma gli amici sono quelli che ti fai nel lungo periodo della crescita e quel rapporto, diverso l'uno dall'altro, mi manca. Rapporti che sono maturati, cambiati, ma che adesso non si nutrono di quotidianità, ed è quella che oggi mi rende un po' malinconica.
Passerà, è solo un momento di debolezza, tra poco ritorno alla mia nuova routine e magari più tardi faccio qualche telefonata.
A presto.

giovedì 7 luglio 2011

mercoledì 6 luglio 2011

Aspetterò

Aspetterò domani, dopodomani e magari cent'anni ancora finché la signora Libertà e la signorina Anarchia verranno considerate dalla maggioranza dei miei simili come la migliore forma possibile di convivenza civile, non dimenticando che in Europa, ancora verso la metà del Settecento, le istituzioni repubblicane erano considerate utopie. E ricordandomi con orgoglio e rammarico la felice e così breve esperienza libertaria di Kronstadt, un episodio di fratellanza e di egalitarismo repentinamente preso a cannonate dal signor Trotzkij. 
(Fabrizio de André)